Maf: i segreti della messa a fuoco

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Quando si parla di fotografia, è bene tenere sempre a mente quelli che sono gli aspetti base di questa grande arte: una delle teorie più importanti da ricordare è sicuramente il concetto di MAF. Ne hai mai sentito parlare? Iniziamo subito con il ricordare che MAF sta per messa a fuoco, un aspetto fondamentale in fotografia se vuoi imparare a realizzare scatti perfetti. Quando parliamo di fuoco di una lente facciamo riferimento alla regolazione della distanza che intercorre tra la pellicola e il gruppo lenti che abbiamo nel nostro obiettivo. La sua funzione è quella di poter permettere alla pellicola stessa di proiettare un’immagine in modo chiaro, con massima nitidezza, per catturare sempre i dettagli più alti di un oggetto o di un soggetto che vogliamo immortalare.

Grazie alla messa a fuoco il fotografo può così stabilire come muoversi all’interno dell’area della profondità di campo, al fine di determinare quale parte dello scatto sia più nitida e quale più sfocata. Sul mercato troviamo tantissime fotocamere capaci di garantire una MAF automatica, soprattutto se sei ancora un fotografo principiante che ha poca esperienza con la fotocamera, ma si potrà decidere di procedere con la funzione manuale per dare libero sfogo alla tua creatività. Ricorda che potrai puntare sul sensore di autofocus lasciando il selettore su obbiettivo AF, oppure regolare il tutto manualmente spostandolo su MF.

mafLa foto che puoi ammirare qui sopra ti permette di notare quali siano i punti della messa a fuoco: sono quelli visibili nel mirino della macchina fotografica, nel momento in cui si seleziona una scena da fotografare. Grazie all’autofocus si lavora con calcoli basati sulle differenti aree di contrasto che si trovano in un’inquadratura; nonostante ciò è opportuno ricordare che ci sono dei casi specifici dove anche la maf automatica non risulterà essere adeguata. Possiamo per esempio pensare a un soggetto in movimento: quando l’immagine che vogliamo fotografare è data da una persona o un animale che si sposta velocemente non vi sarà sufficiente contrasto rispetto allo sfondo. In questo caso sarà fondamentale utilizzare una regolazione manuale e andare a variare a valori a secondi del soggetto che ci troviamo di fronte!

Di norma vi sono una serie di situazioni che mettono a dura prova la messa a fuoco automatica e richiederanno quindi di passare alla funzione manuale; eccone alcuni:

– Foto con una scarsa quantità di luce;
– Foto con soggetti in movimento a più di 50km;
– Foto scattate attraverso reti e grate;
– Foto di vasti panorami;
– Foto di precisione come la macrofotografia.

Se ti trovi in una di queste condizioni è sempre consigliabile effettuare un messa a fuoco manuale e affidarsi al trucco della modalità liveview: in questo modo potrai ricorrere allo zoom digitale per ingrandire l’immagine e una volta effettuato l’ingrandimento potrai spostarti verso un dettaglio sufficientemente illuminato, così da riuscire a distinguere al meglio i contorni. A questo punto dovrai lavorare con i comandi della messa a fuoco per rendere l’immagine più nitida possibile e una volta definito al meglio il dettaglio potrai disabilitare la modalità di scatto liveview, procedendo con il settaggio di apertura, tempo e ISO.

Non temere, tutto quello che all’inizio di sembrerà impossibile e complicato diventerà estremamente abituale con una maggiore acquisizione di esperienza con la tua macchina fotografica.

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