Il reportage fotografico

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Non importa quale storia vuoi raccontare, ma come deciderai di farlo: è questa l’essenza del reportage fotografico. Ogni persona può decidere quale storia raccontare, scegliendo anche il tipo di fotografia che rappresenterà il leitmotiv del proprio lavoro. Puoi provare ad avvicinarti a questa teoria con reportage di viaggi, oppure attraverso una serie di ritratti. L’importante è avere un’idea centrale da mettere in pratica.

reportage fotografico

 Come si realizza un reportage?

La prima domanda da porsi è la seguente: che cosa voglio dire con il mio reportage? Dovrai optare per una tematica che conosci, che possa permetterti di entrare in profondità in un dato argomento così da mettere in mostra il tuo spirito critico. Gli scatti che lo compongono dovranno necessariamente racchiudere diversi momenti: che siano immortalati in una giornata o lungo un periodo più o meno lungo. In fondo è come trovarsi di fronte a un foglio bianco sul quale andare a scrivere qualcosa di personale. Nel farlo non userai una penna, ma una macchina fotografica.

L’aspetto fondamentale che caratterizza un reportage è la concretezza, la realtà: non bisogna puntare sulla fantasia, ma bensì su un concetto che sia espresso attraverso una serie di eventi. In questo modo si analizza in modo attento e critico ciò che accade attorno a noi, restituendo ogni informazione, curiosità e scoperta con un pizzico di emotività ed empatia in più. Il tutto deve essere però presentato in modo chiaro, affinché sia accessibile a tutti.

Raccontare la verità

La tua verità dovrà essere raccontata con l’aiuto di una fotocamera, un obiettivo (si consiglia prevalentemente di usare il grandangolare) e la possibilità di entrare in contatto diretto con oggetti, persone e ambiente. Non dovrai mai realizzare foto che siano sconnesse dal tuo concetto, dalla tua idea, ma dovrai sempre trovare un filo conduttore. Serve un’evoluzione, spontaneità, crescita per riuscire così a lasciare il segno.

Dovrai quindi imparare a organizzare le tue idee trovando il modo di non dare mai l’impressione di aver programmato i tuoi scatti in modo artificiale. Per questo si sconsiglia fortemente di lavorare con soggetti in posa. E non dimenticare che la qualità del tuo reportage non si raggiunge con la quantità: in genere questo tipo di fotografia varia proprio per numero di scatti.

Sì alla creatività, ma non dimenticare la tecnica

Avere una buona tecnica e la giusta esperienza è alla base di questa teoria fotografica. Di norma, se hai imparato a conoscere e mettere in pratica la regola dei terzi riuscirai facilmente a realizzare una corretta composizione. La tecnica infatti è sempre la base fondamentale dalla quale partire per poter sviluppare la tua creatività in modo corretto. Per questo bisogna sempre ricordarsi si:

  • Trovare una tematica attuale da raccontare;
  • Conoscere a fondo il tema che vuoi esprimere;
  • Dare un senso alle immagini per garantire una continuità;
  • Esaminare ogni scatto e trovare collegamenti con i precedenti e soprattutto con le immagini successive.

Come capirai si tratta di una teoria fotografica che può essere estremamente appagante, ma che richiede grande attenzione e un’idea ben precisa sulla quale lavorare, sfruttando al meglio le tue abilità.

 

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